Il castello


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CENNI STORICI E COMPLESSO ARCHITETTONICO

Sulla fondazione del complesso fortificato di Caronia si hanno soltanto notizie indirette, ma sufficienti per datarla attorno al 1130, tuttavia le prime notizie documentali risalgono al 1296 e precisamente ad un documento di Federico III d'Aragona, che fa riferimento all'epoca di Manfredi (1266), quando Caronia venne infeudata al conte Enrico Ventimiglia; successivamente Caronia appartenne ai Rosso, Centelles, Cardona e in infine, ai Pignatelli, poi Aragona Pignatelli Cortez, che all'abolizione della feudalità (1812) ne rimasero proprietari. Da alcune generazioni il castello appartiene alla famiglia Castro, che ne ha curato il restauro ed una pubblicazione scientifica.

L'intero complesso architettonico, vero gioiello dell'arte Araba-Normanna, è composto da una duplice cinta di mura, un palazzo e una cappella. La cinta muraria di maggiori dimensioni, cioè quella più a valle, risulta interamente inglobata dalle case del paese ad eccezione della porta d'ingresso, tutt'ora in vista e definita con notevole approssimazione "Saracena". La cinta muraria più ristretta, viceversa, rimane sufficientemente integra, insieme alle torri ed all'adiacente cappella.

Tocca alle torri evidenziare la scelta strategica del luogo, risultando orientate in modo da tenere sotto controllo rispettivamente: il porticciolo, la rocca di Cefalù, il ponte sul fiume Caronia con i retrostanti boschi, che si estendono in direzione di Troina, prima capitale normanna di Sicilia.

Il nucleo abitativo centrale testimonia il superamento della fase di conquista del territorio e l'intenzione di dimorarvi stabilmente: si tratta infatti di un vero e proprio palazzo, sia pure con gli adattamenti dovuti alla sua inclusione in un complesso fortificato. Esso si compone di due elevazioni, ciascuna articolata in tre vani simmetrici, e costituisce nel suo insieme una cortina che divide in due zone l'aria circoscritta dalle mura perimetrali.

 

(Tratto dal Calennariu Carunisi 1999 - Mese di Settembre)