L'acquedotto sacro a Demetra


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Un antico acquedotto, risalente presumibilmente al III - II secolo a.C., fu scoperto a metà degli anni '50 durante i lavori per l'apertura di una nuova strada in località Sampieri. Gli operai addetti ne portarono alla luce circa duecento metri e, non coscienti di quale e quanta importanza avessero quei vecchi canali e mattoni in terracotta marcati con strani segni, continuarono imperterriti nel loro lavoro rovinando irrimediabilmente quanto scoperto.

Fu solo nell'estate del settanta che il Prof. Pietro Fiore, durante una delle sue abituali perlustrazioni del territorio di Caronia alla ricerca di tracce dell'antica Calacta, rinvenne alcuni cocci di canali e, grazie ad un paziente ed attento lavoro, riuscì ad avere una visione completa di ogni singolo pezzo di quella costruzione. Ogni canale era di una perfezione incredibile e su ognuno era riportata, come bollo fittile, un'iscrizione in greco che, una volta decifrata, doveva significare "Sacro a Demetra".

Essendo Demetra la dea dell'agricoltura, sembra logico pensare che le venisse dedicato un acquedotto che, servendo anche all'irrigazione dei campi, avrebbe permesso ottimi raccolti ed appagato i voti di quanti si rivolgevano alla dea. Si può pertanto dedurre, sempre secondo il prof. Fiore, che l'intera iscrizione fosse da interpretare come "Acquedotto Sacro a Demetra". Tutto l'acquedotto avrebbe avuto una lunghezza di parecchi chilometri, ipotesi possibile fatta in base alle notizie che si sono potute raccogliere; dovrebbe avere inizio dalle sorgenti "ru chianu 'i piriana" (essendosi trovati dei pezzi di canali in quella zona), passerebbe per "Sampieri" (dove è stato trovato un mattone) e, attraversando la contrada dell'acqua Ramusa, scenderebbe per la Serralisa e al Piano Ciaramitaro (nome senz'altro dato per l'abbondante quantità di cocci di terracotta "ciaramine" che vi sono state ritrovate).

In considerazione della sua lunghezza e della sua notevole portata, l'acquedotto serviva per irrigare i campi e portare acqua alla città di Calacta sulla costa o a qualche altra borgata agricola. C'era relazione fra questa borgata e la città di Calacta? Senz'altro, da questo punto di vista, è indiscutibile l'importanza che riveste la scoperta dei resti dell'acquedotto. Sarebbe opportuno ed importante riuscire a mettere allo scoperto l'intero percorso, permettendoci anche di capire come venivano captate le acque e, chissà, magari trovare altre importanti tracce o iscrizioni, che ci dessero la possibilità di capire qualcos'altro di quello che ancora non sappiamo del nostro passato.

 

(Tratto dal Calennariu Carunisi 2002 - Mese di Gennaio)