L'altarieddi


Home Caronia I Nebrodi Cultura popolare Senza Bavaglio Links

 

Il mese di maggio per antichissima tradizione è dedicato a Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, verso la quale tutti i cristiani hanno manifestato sempre grande affetto e devozione. Anche i Caronesi hanno voluto bene alla Madonna, che qui viene indicata anche con l'appellativo "Bedda Matri". Nei secoli diverse sono le manifestazioni di religiosità popolare legate al suo culto.

Con San Biagio, compatrona del paese è "'a Marunnuzza ri l'Itria". La resa dell'appellativo "Itria" è Idria o Odigitria. Se è corretta la resa Odigitria, il culto è di origine Greco-Ortodossa e designa Maria "che mostra la strada (Cristo)". Esattamente dove oggi c'è il Municipio sorgeva una Chiesa dedicata a Lei. All'interno del Municipio c'è una statua della Madonna a ricordo del luogo Sacro ivi esistente ed una delle due vie adiacenti è la via Idria.

Sparse lungo le vie del paese esistono edicole e cappellette. La più significativa ed antica è dedicata a Maria ed è "'a Maronna ra chiazza", una cappelletta situata in Piazza Calacta - un tempo via importante ed animata del paese - dove è custodito un dipinto su muro raffigurante Maria Addolorata. Restaurata di recente, è caratteristico il volto bruno di Maria e la sua notevole espressività.

E qui veniamo ad un altro aspetto del culto Mariano a Caronia. Tutti i Caronesi, anche quelli lontani spiritualmente, sono animati da grande solidarietà verso Maria, Addolorata per la morte ingiusta del Figlio. E la processione del Venerdì Santo, sentita come "il funerale del Figlio", vede sempre una grande partecipazione di tutti che si stringono a Maria e piangono con Lei nel canto toccante dello "Stabat Mater".

Tipica del mese di maggio era la tradizione degli "altarieddi" che vedeva coinvolti in prima persona i bambini, e ormai del tutto scomparsa in forza della laicizzazione della società che porta anche i bambini ad altri interessi (studio, TV, divertimento). Per tutto il mese di maggio i bambini, incoraggiati dai loro genitori, collaborando fra di loro, costruivano nei loro quartieri dei piccoli altari usando tovaglie ricamate, e li adornavano coi bei fiori di cui è ricco il mese di maggio; su di essi ponevano immaginette di Maria e di Santi offrendoli al culto dei passanti che - per premio - elargivano qualche spicciolo ai bambini e questi felici - oh cosa ci voleva per farli felici una volta! - andavano poi a comprare gelati, dolciumi e le candeline che accendevano sugli altarini.

 

(Tratto dal Calennariu Carunisi 2000 - Mese di Maggio)