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Nato a Caronia il 7.11.1884 dopo aver conseguito la licenza liceale in convitto, si iscrisse alla facoltà di medicina laureandosi nel 1909. Pubblicò numerosi lavori scientifici e, non ancora trentenne conseguì la libera docenza in medicina operatoria. L'opera più importante da lui scritta è costituita dal volume: Chirurgia del duodeno (Libreria Internazionale Rosemberg e Sellier, Torino 1915), che ha avuto il merito di aver colmato una notevole lacuna nella letteratura medica dell'epoca. Dopo lo scoppio della 1a Guerra Mondiale, pur non avendo obblighi militari ed essendo sposato solo da pochi mesi, non esitò ad arruolarsi nella Croce Rossa Italiana. Nel gennaio 1917 prestò servizio presso il 209° Reggimento Fanteria Brigata Bisogno, quando, in seguito a disturbi di respirazione, fu trasferito come Capo Reparto presso l'Ospedale da Campo 031. Successivamente gli fu affidata la direzione dell'Ospedaletto da Campo n. 78 che, nell'ottobre 1917, fu colpito da granate a gas asfissianti. Intento a soccorrere i feriti con grande spirito di abnegazione e con inesauribile energia, il Prof. Randisi, respirando tali gas, fu colpito da un forte accesso asmatico. Dopo vari mesi di degenza in diversi ospedali e convalescenza in famiglia, non ancora guarito del tutto, con grande spirito di corpo, riprese servizio presso il Campo di Aviazione di Lonate Bozzolo. Ritornato a Palermo per trascorrere una breve licenza con la giovane moglie Eugenia Attanasio e una bambina di nome Rosalia, morì il 29 agosto 1918, in seguito ad una influenza che determinò il riacutizzarsi dei mali che lo affliggevano. Oggi, in un'epoca in cui i valori dell'attaccamento alla Patria e al proprio dovere vengono a malapena percepiti, risulterà difficile comprendere cosa abbia spinto il Prof. Ferdinando Randisi, giovane medico già affermato, a sacrificare la propria esistenza. Noi riteniamo che si è grandi in umanità quando viviamo per gli altri e non chiusi in sfrenato egocentrismo; per questo motivo l'esempio del Prof. Randisi è un esempio valido e da riproporre oggi alle nuove generazioni.
(Tratto dal Calennariu Carunisi 2002 - Mese di Dicembre) |