Ritrovamenti archeologici


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Numerosi sono i ritrovamenti archeologici che testimoniano il passato glorioso della nostra Kalacta e purtroppo si trovano sparpagliati nei vari musei siciliani e non.. Kalacta aveva uno stretto rapporto con la Grecia, questo è visibile dalle numerose "monete" rinvenute; tutte sono databili tra il 241-210 a.C. e presentano cinque diverse coniazioni. Sul recto portano l'effigie di Apollo, Atena, Dionisio, Eracle, Ermete, e sul verso la scritta di "Calactinon"; questo mostra l'importanza del centro nebroideo che aveva una propria zecca . Le monete sono conservate al museo archeologico di Palermo, Mandralisca di Cefalù, Britannico di Londra.

Di grande interesse è "l'acquedotto" in terracotta, lungo diversi Km e databile intorno al III - II secolo a.C.; l'opera è dedicata alla dea dell'agricoltura Demetra . In contrada S. Anna, nel 1840, fu rinvenuto un "Cippo funerario" dedicato a " Quintus Caecilium" importante personaggio degli ambienti letterari ellenistici della capitale; lasciò numerose opere di carattere storico, retorico e critico; il cippo si trova al museo di Palermo. Sempre nella stessa contrada è stato riportato alla luce un "Mausoleo" in onore di Quinto Pulcro, gentilizio prematuramente scomparso. Vicino alla Chiesa della SS Annunziata furono ritrovati sarcofaghi, sepolture, lucernette e infine una piccola camera con mosaici Greco-Romani. In tempi recenti, durante dei lavori di scavo, è stata rinvenuta, in contrada "cinquegrana", una statua marmorea, togata, priva di testa e di braccio, raffigurante un oratore; trovasi nella zona greco-romana di Tindari.

Sul torrente Caronia esistono i ruderi di un ponte a tre arcate il quale è conosciuto come "'u ponti viecchiu" che risale, probabilmente, al II o III secolo. Sarebbe auspicabile che venisse aperto un museo Caronese e che tali ritrovamenti, insieme a quelli non citati, venissero custoditi in loco.

 

(Tratto dal Calennariu Carunisi 1999 - Mese di Maggio)