"In
Sicilia, il vivere è sopravvivenza; manca un sistema codificato di
valori; il quotidiano non è governato dalla volontà, ma dall'inganno. La
società isolana si regge su una diabolica impostura. L'uomo medio si
identifica con una grottesca e incessante ricerca del suo utile; con una
sorta di compiacenza masochistica che si accompagna alla consapevolezza di
essere preda di un barbaro gioco politico.
L'assenza,
nell'isola, di criteri-guida - surrogati da ingegnose trovate - denota un
vuoto culturale: la pseudocivilizzazione ha portato alla rimozione di
latenti istanze secolari e alla idolatrizzazione narcisistica delle
frustrazioni. L'individuo che aspira alla trasformazione di sè e
dell'ambiente è travolto dal contesto socio-politico-religioso. La
morte consiste nella incomunicabilità, quasi sempre legata ad aspirazioni
paranoiche e alla idealizzazione del "sé": il pensiero infatti
non si accorge di essere inadeguato ad affrontare la realtà." (Liborio
Adamo, Vito Lazzara - Sicilia Laboratorio di barbarie - Ettore Grillo
Editore).